Giacca con il dietro unito

9 June 2016

Guardate attentamente questa giacca in lavorazione. La prima cosa che si nota è il disegno, un Russell Check da antologia. Si tratta di un tessuto molto amato dai sapienti del vestire e questo in particolare, selezionato da Cristina Dalcuore direttamente nei luoghi di produzione, ha tutte le carte in regola per esserne il paradigma. Innanzitutto il filato da lane autoctone della Scozia, cardato e di grosso spessore. Oltre alla sensazione tattile, non manca quella olfattiva. Mentre le lane raffinate non hanno alcun odore, avvicinando il naso a tweed di tale qualità si avverte ancora il profumo del vello. In terzo luogo il disegno, coi giusti spazi verticali tra una riga orizzontale e l’altra. Se sono corti, o di lunghezze alternate, si tratta di prodotti approssimativi anche se portano nomi blasonati. Quarto carattere, non certo per importanza, è il peso. Uno scottish tweed non deve pesare meno di 550 gr/mt, ma molto meglio se arriva ai 700 gr/mt che vedete. C’è infine una certa abbondanza di lana greggia, dettaglio da veri appassionati che non manca mai nella composizione cromatica dei check scozzesi più belli. Di Russell check in giro ne vedrete in abbondanza, specie se frequentate persone ben vestite. Noterete però che talvolta lo sfondo chiaro è tinto in un giallo che conferisce all’insieme una patina anticata ricca di fascino, ma inevitabilmente triste. Allora vi ricorderete di questo esempio, tutto semplicità, chiarezza e forza.
A questo punto avrete guardato la foto molte volte, vi siete accorti che manca qualcosa? Se non siete convinti, riprovate un’ultima volta. Bravi, non era scontato riuscirci, perché ciò che è stato tolto è qualcosa la cui assenza migliora l’aspetto della giacca e quindi non se ne avverte la mancanza. Si tratta della cucitura centrale, che unendo due parti diverse deforma inevitabilmente il disegno. Naturalmente questa lavorazione, che oltre ad una maggior quantità di tessuto richiede una precisione millimetrica, non si può realizzare se non rigorosamente su misura. Luigi Dalcuore taglia in questo modo le giacche a grandi disegni, in cui ogni giunzione rompe l’armonia e può generare fastidiose interferenze ottiche. Per lasciare quanto più possibile inalterato il pattern originario, Dalcuore riduce l’intervento delle forbici anche nella parte anteriore. La linea dei davanti è definita solo da una breve pince arretrata, quasi invisibile. Il resto è affidato ad una non comune abilità nel gestire il ferro da stiro e le cuciture.